Un moderno diligente cronista non solo registra fatti, ma offre un suo corposo strumento interpretativo della contemporaneità, lasciando afferrare come il nostro tempo possa concepire se stesso in una situazione di allarme. Si tratta di una lettura della guerra nell’Est europeo, con opportune finestre in Medio Oriente che non dimenticano la Cisgiordania accanto a Gaza, fatta con occhi disarmati e saggiamente disarmanti: «i grandi della terra sono sempre più piccoli, non faranno altro che proporre di distruggerci».
Settimana dopo settimana si srotolano le annotazioni, le sensazioni, i ragionamenti: la guerra così come è e la pace così come potrebbe essere «se si fosse ragionevoli». E sull’articolazione settimanale c’è qualcosa da notare. Si parte il 24 febbraio 2022 che è un giovedì e, al compimento di un anno di guerra, si procede di venerdì in venerdì e, quindi, di sabato in sabato dal 24 febbraio 2024. Nel 2025 il giorno privilegiato è il lunedì, con qualche puntata al martedì e venerdì. Non c'è la domenica come giorno in cui l’Autore compila la cronaca: questa assenza sembra ricordare simbolicamente al lettore che tocca a lui impegnarsi a rendere presente il giorno della Resurrezione, allorché le scelte di morte vengono sostituite dalla promozione della vita: «Nelle guerre non esistono vinti, né vincitori. Si perde tutti. Facciamo in modo di non perdere più.»
Antonio Pulcrano, Enrico Monzatti, Riccardo Porfido, Luisa Capone, Francesco Romano