La visionaria, con prefazione di Davide Rondoni, Firenze, Vallecchi, 2026, è scritto da Assunta Sànzari Panza.
Nata a Castelvenere (Benevento), vive in provincia di Avellino, dove svolge la professione di docente. Ha pubblicato testi poetici nell’antologia "Chiamata contro le armi", a cura di Nadia Cavalera, su riviste cartacee e in diversi siti letterari, poi raccolti nel volume Lux. Nova et vetera (Torino, Robin Editore, 2022), premiato dalla giuria del concorso internazionale «Città di Montevarchi». Della sua opera si sono occupati, tra gli altri, Gualberto Alvino, Fiorenzo Toso e Sara Vergari per l’Enciclopedia Treccani, Claudio Giovanardi, Vincenzo Guarracino, Maurizio Soldini, Giuseppe Manfridi e Francesco Tarquini.
Di imminente pubblicazione il romanzo dal titolo "La bambina si sposò a cinque anni".
La silloge non si limita all’esplorazione lirica del mondo, ma induce a considerare la poesia come un evento filosofico, perché la parola poetica non è mera espressione estetica, ma atto costitutivo di senso. Secondo l’assunto che «scrivere significa costruire il linguaggio, non spiegarlo», tratto dalla prefazione di Davide Rondoni e dal pensiero di Max Bense, questa poesia non riflette sul mondo come uno specchio neutro, ma conduce il lettore dentro la trama stessa della realtà.
La struttura in sezioni — Bíos, Onirica, Eliotiana, Fragmenta — può essere letta come un progressivo disvelamento di modelli epistemici: la vita nella sua concretezza (Bíos), il flusso simbolico dell’inconscio (Onirica), il dialogo con parametri poetico culturali (Eliotiana) e l’essenziale ontologico (Fragmenta). Tali coordinate non sono categorie statiche, ma zone di esperienza interconnesse, in cui la poesia diventa laboratorio di pensiero.
Assunta Sànzari Panza, Riccardo Porfido, Luisa Capone, Francesco Romano, Mario Iuliano