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Storia di una metropoli dimenticata. Siracusa greca. UNIQUE CODE: 202604107
N. ATTIVITA': 1
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LOCALITA'

Priolo Gargallo

REGIONE

Sicilia

DATE

IL 21/05/2026

DESCRIZIONE

L’inesorabile trascorrere del tempo ha portato alla scoperta e riscoperta di innumerevoli reperti e monumenti, contribuendo a gettare nuova luce sull’antica grandezza e sull’enorme importanza della Siracusa greca (VIII/III secolo a.C.). La città di Siracusa ha subito, nel corso dei secoli, numerose spoliazioni, devastanti terremoti e radicali distruzioni, accompagnati da profonde trasformazioni a opera dei diversi dominatori che si sono succeduti: Romani, Vandali, Goti, Bizantini, Arabi,
Normanni, Svevi, Francesi, Spagnoli. Tutto ciò ha sempre più arricchito la variegata cultura cosmopolita che si respira nelle svariate escursioni che si possono effettuare nel nostro territorio. I vari popoli dominatori, che si sono succeduti nel tempo, hanno lasciato, nel loro passaggio, ognuno qualcosa (o tanto): cromosomi, monumenti, arte, vocaboli, proverbi con massime divenute perle di saggezza popolare e naturalmente delle cospicue “influenze culinarie”. E, a tal proposito, anche la gastronomia, o come diceva il francese Joseph Berchoux (1762 -+1838) “l’arte del mangiar bene”, ha radici antichissime, e, da esigue fonti pervenute in tal senso, risulterebbe che la prima scuola di cucina al mondo fu aperta nel 380 a.C. proprio a Siracusa da un certo L'abdaco che ebbe un gran successo come ci descrive anche lo storico Domenico Scinà. Nel 1976, quando ero ancora liceale, mio padre ridisegnò in graphos una rinomata mappa (cm. 70 X 120) rifacendosi allo storico e archeologo Vincenzo Mirabella, rinnovando una dettagliata identificazione dei monumenti e soprattutto una ricostruzione topografica della città riferita al periodo greco e alle epoche posteriori. Infatti, la prima stampa topografica attendibile dell’antica polis o, meglio, della Pentapoli, fu elaborata nel 1612 da don Vincenzo Mirabella Alagona (Siracusa 1570 -+Modica 1624). Mio padre, che per la sua straordinaria abilità nel disegno, è stato soprannominato “l’ultimo amanuense del graphos” o anche definito “l’artista che sembra scolpire nel disegno”, realizzò numerosi disegni a inchiostro di china raffiguranti i monumenti più significativi. In Italia la legge Ronchey (legge 14 gennaio 1993) sostanzialmente vieta la pubblicazione e la divulgazione di foto di siti archeologici; per tali motivi con vivo piacere inserisco nel corpo di questo libro una parte dei disegni di mio padre anche se un pò “sgranati” in quanto eseguiti in graphos “a mano libera” circa mezzo secolo fa. Nell’elaborare l’antica pianta di Siracusa, tuttora considerata fondamentale in ambito archeologico, specialmente per la toponomastica, egli fece ampio ricorso alle opere importanti degli autori classici. Tra questi spiccano i Libri VI e VII della Guerra del Peloponneso di Tucidide, relativi alla spedizione ateniese; Vita di Nicia di Plutarco; il Libro VI di Strabone; i Libri 3 XIII e XIV di Diodoro Siculo; il Libro XXV di Tito Livio che descrive l’assedio di Marcello del 214-212 a.C.; e l’orazione “De Signis” di Cicerone, in cui sono descritte le spoliazioni artistiche commesse da Caio Verre ai danni del patrimonio siracusano. Le opere degli storici, consultate e utilizzate da Mirabella per la realizzazione della pianta topografica, successivamente rivisitata nel 1976 da mio padre, trovano in questo libro una parziale rielaborazione storica. Questa mia iniziativa rappresenta la giusta venerazione e l’affetto che nutro nei confronti della mia amata città, della sua straordinaria storia occultata e del suo patrimonio culturale. Il ricordo della grandezza e sontuosità dell’antica Siracusa, che riuscì a piegare Atene e Cartagine, nonché gli Etruschi, favorendo l’ascesa di Roma (e poi diventandone rivale per qualche tempo), ha sempre destato molta attenzione e vivo interesse, negli studiosi e nei cultori di storia antica. libro parla della Siracusa greca, l'autore è Paolo Oliva

OSPITI DELLA MANIFESTAZIONE

l'autore è Paolo Oliva, presenta il prof.Giuseppe Garro.

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BIBLIOTECA COMUNALE " TOMMASO GARGALLO "

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