Genealogie, nomi, identità, sofferenza e verità negate, ricerca di sé: riflessioni a più voci intorno all'omonimo romanzo di Sandra Mazzinghi.
Essere venuti al mondo dopo un primo figlio morto appena nato, portarne il nome, e scoprire di essere stati sempre all’oscuro di ogni cosa. Accadeva un tempo, quando tanti erano i figli e tanti quelli perduti precocemente, e accade forse ancora oggi nelle famiglie.
A volte il lutto era manifesto e avvolgeva con un velo grigio la vita dei genitori e di chi era nato o nata dopo quella morte, a volte era materia incandescente e rimossa, nebulosa che premeva sotterraneamente. Come una mancanza incomprensibile e sfocata.
Il progetto dell’incontro muove da questa seconda ipotesi, da un nucleo letterario, il romanzo “Danzare nel vuoto” di Sandra Mazzinghi che - trasferendo ad Alba, la protagonista, la sua stessa professione di ufficiale di stato civile, nonché una naturale propensione per la ricerca di genealogie e di vite rimaste per pochissimo tempo su questa terra (l’autrice li chiama “bambini trasparenti”) - srotola il tracciato esistenziale di ‘un utente’, un uomo apparentemente in cerca di un semplice certificato che, attraverso il tramite di Alba, si ritrova catapultato, come fosse “una legnata in testa”, nella storia sepolta della sua famiglia, di colui che vede come “un altro da sé”, con lo stesso nome e giorno di nascita, senza in un primo tempo riuscire a contemplarne l'unicità - nella sofferenza sempre avvertita ma mai esplicitata della madre e del padre.
E, a ritroso nella propria rabbia per aver conosciuto un vissuto di "sostituzione", nel proprio dolore mai elaborato, nel senso di colpa per essere sopravvissuto.
Da questo cuore letterario, la Biblioteca delle Oblate, in collaborazione con l’Associazione Nobiscum, con l’Istituto degli Innocenti e con SEPEL editrice della rivista "Lo Stato Civile Italiano", ha costruito una corolla di riflessioni, una tavola rotonda di studiose che si muove tra genealogia familiare e relazioni, ricerca di sé, del proprio nome e della propria identità, memoria e diritto, tanatologia, traumi infantili e arteterapia, cercando strade e luce per lenire la sofferenza di esistenze come rami dalla crescita deviata.
L'autrice Sandra Mazzinghi dialoga con Maria Grosso (Biblioteca delle Oblate).
Intervengono:
- Federica Vittorio, avvocata, presidente Nobiscum;
- Gianna Nencini, ufficiale di Stato civile, esperta per il SEPEL;
- Marina Caliaro, direttrice rivista "Lo Stato Civile Italiano";
- Lucia Ricciardi, responsabile Archivio Istituto degli Innocenti;
- Ines Testoni, docente Università di Padova, sociologa, tanatologa;
- Donatella Giorgio, esperta di pari opportunità e diversity inclusion (Associazione Nobiscum)
- Isabella Lapi, psicologa e psicoterapeuta psicoanalitica per bambini/e, adolescenti e adulti;
- Silvia Caracasci, mediatrice familiare;
- Ilenia Amendola, pittrice e curatrice del progetto grafico.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it
L'iniziativa si terrà nella Sala storica Dino Campana, ore 17.30, è possibile seguire gli incontri anche in streaming sul canale YouTube della Biblioteca delle Oblate.
Sandra Mazzinghi, Maria Grosso, Federica Vittorio, Gianna Nencini, Marina Caliaro, Lucia Ricciardi, Ines Testoni, Donatella Giorgio, Isabella Lapi, Silvia Caracasci, Ilenia Amendola