DESCRIZIONE
Il libro di Tino Caspanello narra la storia di Santa, nata nel 1898, in un piccolo borgo dei Peloritani a sud di Messina. Fin da bambina ha imparato a fare la guerra,
la sua
guerra, perché non ha altri modi per sopravvivere e per difendere la sua identità: un coltello, il fuoco e il muso duro sono le sue armi affilate contro il mondo intorno
a lei e anche quello più lontano, che le impone di vivere sempre nel silenzio e a testa bassa. In questo romanzo viene tratteggiato il ritratto di una donna che
combatte la sua personalissima guerra, spesso dolorosa, per avere il diritto di essere com’è e come vuole, pur accettando la sua condizione di contadina.