DESCRIZIONE
Leggere "Lo Stralisco" di Roberto Piumini è un’esperienza che somiglia a guardare un quadro che prende vita: è delicato, profondo e intriso di una bellezza malinconica che resta impressa a lungo.
La storia narra di Madurer, un bambino affetto da una rara malattia che gli impedisce di esporsi alla luce solare e di Sakumat, un pittore incaricato di dipingere sulle pareti della stanza del bambino il "mondo esterno". È un inno al potere salvifico dell'arte: se non puoi andare verso il mondo, l’arte può portare il mondo da te. Piumini scrive con una prosa che è quasi poesia. La narrazione procede per immagini vivide:
• i paesaggi dipinti: non sono semplici decorazioni, ma diventano luoghi reali dove i protagonisti "camminano" con la mente.
• la delicatezza: l'autore affronta temi immensi senza mai risultare pesante o eccessivamente tragico.
Il rapporto tra Sakumat e Madurer va oltre il legame tra maestro e allievo o pittore e committente. È una forma di amore puro e intellettuale. Sakumat non si limita a dipingere ciò che vede, ma impara a vedere il mondo attraverso gli occhi del bambino, evolvendo insieme a lui. Pochi libri riescono a parlare della malattia e della morte con tanta grazia. Lo Stralisco (che è il nome di una pianta immaginaria inventata da Madurer) insegna che la qualità della vita e la profondità dei legami contano più della durata del tempo che ci è concesso. Si legge in un pomeriggio, ma si sedimenta per anni. È uno di quei rari libri che cambiano significato a seconda dell'età in cui lo leggi:
• da ragazzi: è una fiaba magica sul potere della fantasia.
• da adulti: è una riflessione commovente sulla perdita, sulla cura dell'altro e sulla bellezza che si può trovare anche nell'ombra.