Una mostra dedicata agli 80 anni dal referendum del 2 giugno 1946
Orari di apertura:
lunedì 14-19
dal martedì al sabato 9-19
Nell’ambito di Quante storie nella storia – Settimana della didattica d’archivio 2026 la Biblioteca Classense dedica una mostra agli 80 anni della Repubblica.
L’esposizione Viva l’Italia, viva la Repubblica! racconta, attraverso i documenti dell’Archivio Storico Comunale e i quotidiani della Biblioteca Classense i giorni immediatamente precedenti e successivi al referendum del 2 giugno 1946 che sancì la vittoria della Repubblica e fu definita la vittoria del popolo “la più bella e la più splendida”, sorta dalle rovine e dalle ferite per ricostruire, sanare e redimere.
La mostra ha 5 sezioni attraverso le quali la storia si svolge. La prima è quella dedicata ai quotidiani locali delle federazioni ravennati dei partiti politici italiani che raccontano gli eventi di quei giorni e pubblicano i risultati delle elezioni. La seconda sezione mostra alcuni documenti conservati nel carteggio amministrativo del Comune di Ravenna con le disposizioni e i preparativi per le giornate di voto organizzate nei 66 seggi del territorio comunale.
La terza sezione è dedicata proprio alle donne e agli uomini impegnati nel lavoro ai seggi, coloro che resero possibile quelle elezioni con il loro umile, ma impegnativo e indispensabile lavoro come scrutatori. Ci sono fra loro volti noti di ravennati come Santina Zaccagnini, sorella di Benigno o alcuni membri della famiglia Raccagni, parenti del mosaicista ravennate Paolo, il fratello e la sorella di Luciano Cavalcoli, consigliere comunale e presidente della Camera di Commercio di Ravenna per oltre vent’anni. La quarta sezione racconta la storia del Premio della Repubblica, voluto dal governo italiano di Alcide de Gasperi e la quinta sezione mostra le fotografie conservate nel Fondo fotografico dell’Ufficio stampa del Comune di Ravenna scattate nelle due occasioni di celebrazione della nascita della Repubblica: 2 giugno 1976 e 2 giugno 1996.
La mostra avrà una versione digitale nelle pagine delle Collezioni digitali classensi.